La demenza: cosa è?

Nel 2013, la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico (DSM V) ha rinominato il termine demenza con “Disturbo Neurocognitivo Maggiore (DNC-M). Tuttavia, il termine demenza è ancora quello più diffuso nella comunità scientifica. Andiamo a scoprire cos’è.

Cosa è la demenza?

Il deterioramento cognitivo cronico-progressivo è una conseguenza
comportamentale di una patologia acquisita con andamento ingravescente, in cui il declino delle funzioni cognitive interferisce con le attività della vita di tutti i giorni (Vallar e Papagno, 2011).
Nella persona affetta da DNC-M avviene una riduzione complessiva
dell’efficienza sia delle funzioni cosiddette superiori, che degli aspetti affettivi e motori.

Per cosa si caratterizza la demenza?

La demenza si caratterizza per un significativo declino cognitivo rispetto un precedente livello di prestazioni in uno o più domini cognitivi (attenzione, funzioni esecutive, capacità di apprendimento, memoria, linguaggio, capacità percettivo-motorie, cognizione sociale) che interferisce con l’autonomia nelle attività quotidiane.

Quanti tipi ci sono?

Vengono differenziate le demenze a genesi primaria da quelle secondaria:

  • In quella a genesi primaria, abbiamo le demenze corticali (come quella di Alzheimer) e le demenze sottocorticali (come la demenza a corpi di Lewy).
  • In quella a genesi secondaria, abbiamo la demenza vascolare ischemica, la demenza causata da disturbi endocrini e metabolici e molte altre.

Cosa è la malattia di Alzheimer?

La malattia di Alzheimer (AD) è la più comune forma di DNC-M; è
caratterizzata dalla formazione di placche amiloidi e grovigli neurofibrillari, che tipicamente iniziano nei lobi temporali mediali, nella corteccia cingolata posteriore e nel lobo parietale inferiore (Zhou et al., 2008) e danno origine al segno clinico distintivo ovvero la perdita di memoria episodica.

Quali sono le difficoltà comunicative nella malattia di Alzheimer?

La compromissione del linguaggio è spesso osservata nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer e tipicamente inizia con la difficoltà a “trovare le parole” (anomie) nelle situazioni comunicative quotidiane e prosegue gradualmente con parafasie semantiche, circonlocuzioni, uso di parole vuote o vaghe (esempio: “sai cosa intendo” invece di dire la parola), difficoltà a capire e seguire una conversazione, ripetizioni e digressioni nelle conversazioni, difficoltà a mantenere il topic della conversazione.

Cosa serve la logopedia?

Dalla demenza, non si guarisce ma attraverso la riabilitazione (la logopedia per esempio) si migliora la qualità della vita e si mantengono più a lungo le abilità linguistiche e non.

Il logopedista svolge un ruolo centrale nello screening, nella valutazione, nella diagnosi e nel trattamento delle persone con DNC-M.

Qual è l’obiettivo principale della logopedia?

Ferrairo et al. (1999), sostengono che l’obiettivo principale della terapia
logopedica è quello di “mantenere o ritardare la perdita delle capacità del soggetto, preservandone il grado di autonomia, l’integrazione nell’ambiente di vita e la sicurezza.”

Se ti prendi cura di una persona con demenza, fai il più possibile per intraprendere un percorso riabilitativo logopedico (ma anche psicologico, e tanti altri).

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Se vuoi guardare il mio lavoro da più vicino ed entrare nel concreto della vita lavorativa di una logopedista, puoi seguirmi sulla mia pagina instagram @logopedista.claudia.

Una risposta a “La demenza: cosa è?”

  1. Complimenti, ho imparato tante cose….grazie.

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