Nel Marzo 2021, avevo chiesto di raccontarmi sul mio profilo Instagram (@logopedista.claudia) le vostre paure riguardo il tirocinio.
Tra i tanti timori che mi avete riferito, c’è la paura di essere impacciati, di non svolgere la professione nel modo migliore possibile, di sbagliare e di non essere in grado di valutare e di trattare i pazienti.
La prima cosa da sapere e riconoscere è che avere paura è normale perché ci fa capire che ci teniamo, che abbiamo la voglia di fare una bella figura ed è quella che ci permette di non tralasciare niente quando ripassiamo.
Altra cosa da tenere a mente (e lo dicevo, in primis, a me stessa quando ero ancora una studentessa) è che facciamo tirocinio per imparare e per metterci in gioco; la possibilità di sbagliare ci permette di imparare di più (io apprendo molto più facilmente una cosa, quando la sbaglio). Fare tirocinio non significa essere bravi già il primo giorno, ma migliorare ogni giorno sempre di più.
Per i primi tre giorni del tirocinio del terzo anno (quello più partecipativo), ero completamente in tensione perché non riuscivo a pensare che ero lì per imparare; ogni giorno, mi sono svegliata con l’ansia (non quella sana) di dover rispondere sempre bene ad ogni domanda. Ci sono riuscita? Assolutamente no e ho capito che era quell’ansia a bloccarmi e a non farmi ragionare su cose teoriche che sapevo. Mi sono messa in testa di dovermi sbloccare perché non riuscivo a godermi quelle ore di tirocinio che ho desiderato per tanto tempo.
Il quarto giorno, piena di forza di volontà, mi sono concessa il permesso di sbagliare e di dire “non lo so” se realmente non sapevo una cosa, perché penso che venga apprezzato di più un “non lo so” sincero (e lo studio successivo per rimediare) che un “si, lo so” falso che non riesco ad applicare (quindi, una brutta figura).
Concediamoci il tempo. Siamo pazienti con noi stessi. La sincerità, la spontaneità, studiare e rimediare ai nostri sbagli, sono cose verranno ripagate.


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